Oggi: tempo per la poesia

Ogni tanto per sentirmi ricco, mi dedico ai versi.

Significa che ho inteso la differenza tra valore e ricchezza? Non lo so, vero è che la poesia non mi porta denaro, ma appaga il mio spirito.

Chi ha partecipato alla cena sul Chiese organizzata lo scorso mese di luglio dal CRCA e dal GAS di Acquafredda, ha già sentito declamare questi versi. Qui la possibilità per loro e per tutti gli altri di leggerli e rileggerli, come la poesia vuole si faccia, affinché, questo è l’auspicio, possano trasmettere quel senso di appagamento… o di lacerazione interiore!

Come spesso accade, l’esigenza del verso nasce da un incipit. Quello di questi che seguono venne sul principiare dell’estate dall’ascolto della trasmissione radiofonica “il ruggito del coniglio”, su radio 2. Qui Max Paiella e il maestro De Giovanni impersonavano i “RASSEGNATI STRANI”. In diretta radiofonica i due musicisti salmodiavano in versi per rispondere a delle questioni poste dai radioascoltatori. Ecco, anche questi versi vanno salmodiati.

GLI INDIGNATI SBRONZI

Qui ritirati nell’ameno luogo,
discutiam come possa
stare in piedi un uovo.
Incitiam cliccando il sostegno
a chi salva vite in mare
quale capitano degno.
Tra questa e l’altra pensata
di buon vino
ci prendiamo una sorsata.

Non ci piace chi va in suv
e preferiam comprar
le zucche alla cà del luf (*).
Non ci piace l’arroganza del Salvini
ma quando son troppo vivaci,
sgridiam pure noi i bambini.
Siam schierati su un sol lato
e un altro bicchiere
buttiamo giù in un fiato.

Siamo per il bando della plastica,
ma la patatina fritta in busta
com’è fantastica…
Siam per contenere il consumo d’energia
ma in casa ci mettiam lo split
con l’esubero di frigoria.
In compagnia ci piace la chitarra
e dai baffi un dito ci leviam
di densa schiuma di birra.
Il gas serra ridurre noi vogliamo
ma per la vacanza fuori porta
all’aereo noi non rinunciamo.
Siamo contro al carbone,
anche davanti al barbecue
non cambiamo opinione.
Non ci piace della vite la monocoltura
e un fresco flut di prosecco
buttiam giù per la calura.

La violenza non è pane nostro
ma qui al Chiese schiacciamo
la zanzara come un mostro.
Rifuggiamo l’odio ed il sopruso
cambiando canale quando
ce li mettono sotto al muso.
Per tutta questa indignazione
deglutiam di genuina grappa
un gran sorsone.

Ecco la vera questione:
l’indignazione è la nostra
onorata professione.
La professiam fuor dal lavoro
per azzittir della coscienza
l’interiore coro.
E quando assordante lo sopiamo invano
un buon goccio di amaro
ci dà l’ultima mano.

Buoni ortaggi a tutti!
Ciscappailgarda

(*) l’azienda agricola di Dario Zanella