Pezzo di carta del 27 agosto 2014

Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda – Pezzo di Carta del 20 agosto 2014

Attenzione, è il presidente della Associazione verso il DES basso Garda che parla!

Questa volta non lascio carta bianca a quel pezzo di carta, cui ci limitiamo a dare sommarie indicazioni su cosa scriversi addosso. Poi lui, che è un tipo che si lascia prendere un po’ la mano, sempre spinto dal desiderio di accendere gli animi, esagera sempre nel parlare di quello che stiamo facendo. Per inciso: quando diciamo che siamo pronti per la cooperazione non intendiamo dire che domani si fonderà una Cooperativa, men che meno la Cooperativa Forchetta & Zappa. Intendiamo dire che si è intrapreso un percorso che, se tutto andrà per il verso giusto, porterà alla nascita di una Cooperativa, che avrà il nome che decideremo assieme quando sarà il momento.

Ci siamo sempre mossi a piccoli passi, commisurati alla lunghezza della gamba, ed è quello che intendiamo fare anche lungo questo percorso: per questo motivo il passetto successivo sarà quello di aprire una partita IVA per la nostra Associazione. Questo ci consentirà di soddisfare almeno le richieste di quei soggetti che, nel desiderare di approvvigionarsi attraverso la Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda, vogliono ricevere regolare fattura di vendita.

Questa è la decisione principale presa nell’ultimo Consiglio Direttivo, assieme a quella di appoggiarci, per questa passaggio, alla collaborazione di un commercialista esperto in associazionismo; il verbale della riunione è stato condiviso con tutti i soci come da Regolamento.

Infatti l’altra decisione significativa è stata quella di approvare la variazione del Regolamento Interno andando a meglio specificare le modalità di comunicazione con i soci e le modalità di iscrizione e rinnovo della iscrizione. Vi invito a leggerlo, lo trovate anche in basso a destra sotto lo statuto, (le modifiche le troverete in rosso).

Ma non è finita qui.

Con il medesimo spirito di voler creare un embrione di impresa diffusa e di allargare il raggio di azione al di fuori del mondo dei GAS, abbiamo deciso di assecondare la richiesta avanzata dalla Cooperativa Agricola IRIS di inserire dei loro prodotti trasformati nel paniere della nostra PDO.

Stiamo parlando ovviamente della pasta. E per fare i soliti piccoli passi, quindi per il momento senza volerci complicare troppo la vita, verranno inseriti i neo nati PACCHI MISTI. Si tratta di scatole contenenti non un unico formato ma più formati di pasta, comunque predefiniti. Si può scegliere tra una decina di possibili diversi pacchi misti e ricevere con le consuete modalità a casa la merce assieme alla cassetta degli ortaggi.

Scusate, ho visto qualcuno alzare la mano per una domanda. Prego.

Insomma si tratta di una nuova ingerenza di questo fantomatico progetto di Distretto nella vita dei GAS!

Vabbè mi aspettavo delle domande, non delle critiche, ad ogni modo la risposta è semplice ed ovvia, come per tutti gli altri prodotti in paniere: NON c’è alcun obbligo di acquisto. Il GAS non viene assolutamente privato della sua sovranità, noi per primi auspichiamo che i GAS crescano e si moltiplichino!

Il profilo del potenziale acquirente dei pacchi misti è presto fatto: un comune cittadino che non vuole entrare in un GAS ma desidera acquistare dei prodotti biologici a filiera corta; il gasista distratto che si è perso l’ultimo ordine alla IRIS del proprio GAS (o forse era in ferie…); il gasista neofita che non ha fatto bene i conti ed è rimasto senza pasta; il gasista che non ha spazio in casa per tenere 4 scatoloni con altrettanti diversi formati di pasta; il gasista che preferisce la comodità di avere il pacco direttamente a casa … Per piacer di chiarezza: a conti fatti i pacchi misti costano di più della somma dei singoli prodotti presi in colli normalmente tramite il GAS. Infatti anche il Presidente della Associazione continuerà a fare il suo ordine alla IRIS con il proprio GAS, ci mancherebbe altro! Però, quella volta che dovessi finire anzitempo la pasta, invece di andare alla Coop a prendere quella biologica (prodotta comunque a Calvatone dalla Astra bio!) e magari spendere di meno (le farine non sono della filiera IRIS…) , non esiterei ad ordinarla alla PDO del basso Garda, con la consapevolezza di sostenere un progetto di Economia Solidale.

Ma non credo di essere adatto ad accendere gli animi su questo punto, per cui mi scuso per la mia ingerenza e cedo nuovamente e volentieri la penna al nostro PEZZO DI CARTA.

BUON CAMBIAMENTO, E TANTI ORTAGGI BUONI PER TUTTI.