Non solo pensieri *

Piazza Malvezzi a Desenzano, sabato 28 aprile 2012, ci siamo anche noi, dell’Associazione “Verso il DES del basso Garda”. I ragazzi dello staff del Festival dell’AgriCultura mi accolgono come persona nota, voi del DES potete mettervi qui. Srotolo tra i pilastri del portico un nastro bianco-rosso da cantiere e ci attacco sopra i biglietti dei messaggi raccolti nei giorni precedenti sul blog, sedici pensieri, ma fanno già la loro bella figura. Attacco anche le semplici regole che spiegano l’iniziativa, preparo qualche volantino che riassume i sogni della nostra neonata Associazione – territorio, beni comuni, cooperazione, consumo critico, agricoltura biologica, mutualità e partecipazione – uno striscione che illustra il progetto Equosud e qualche arancia a mo’ di fermacarte ed ecco fatto!, il nostro spazio è pronto all’uso.

La domenica mattina, quando torno, i biglietti raccolti dai miei colleghi nel pomeriggio del giorno prima riempiono già la maggior parte del nastro; li leggo, il cemento sembra il peggior nemico.

Nel corso della mattinata riscopro il piacere di fermare la gente, raccogliamo pensieri per il nostro territorio, per il nostro lago, molti colgono la palla al balzo e si fermano, ci scappa che scrivano un pensiero; altri non scrivono perché, dicono, userebbero toni troppo pesanti.

Incrocio lo storico che mi racconta delle vicende del lago ai tempi dei romani, il nostalgico che lo ricorda senza barche nel dopoguerra, il sub che ne decanta i misteri sommersi, l’indignato che accusa la criminalità organizzata e i politici che ci vanno a braccetto, il poeta che esalta le colline, il pescatore di trenta o quarant’anni addietro (anche lui nostalgico), il tranquillo che vorrebbe chiusi tutti i chiassosi locali notturni, sintomatici di un’ineluttabile deriva culturale.

Incontro perfino un editore che commenta negativamente il nostro volantino, e chi lo legge questo?, ma non importa, sono felice di parlare con la gente e sentire il loro umore, raccoglierne i pensieri su un biglietto o dentro di me.

La mattina è volata; all’ora di pranzo piove e i biglietti svolazzano irrequieti, forse vogliono scappare; e lasciamoli scappare allora questi pensieri, prima che a scappare sia il nostro territorio, il lago, le colline, i campi coltivati, le case coloniche, la gente stufa e nauseata.

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* di Mirko Cavalletto

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