Oggi: separazione!

Va così, le parole ti entrano dentro, rimbalzano nella testa a lungo e poi quando raggiungono la giusta velocità, vengono schizzate fuori a raffica, sotto forma di versi.

Dopo avere ascoltato nell’ottobre 2016 Roberto Mancini al festival Si può Fare di Mira, in capo a 9 mesi ne venne fuori a velocità supersonica la parola TRASFORMAZIONE, che produsse “Oggi: poesia del cambiamento!

Dopo avere ascoltato lo stesso Roberto Mancini in una riunione del Tavolo RES a Senigallia nel giugno 2017, passato oltre un anno ne viene fuori quello che è stato letto in anteprima alla favolosa cena a rifiuti zero sul Chiese, organizzata lo scorso 13 luglio dal Comitato Ricreativo Culturale Acquafreddese, e che trovate oggi in questo post.

L’oratoria di Mancini è molto incalzante e a Senigallia diede il meglio di sé nel definire la società di oggi come quella della Separazione. Separazione non solo tra le persone, ma anche interiore. Nessuno può fermare chi è in grado di ricucire la propria separazione interiore: il coniugarsi della vita interiore e della vita reale danno una forza ed una passione che consente di fare ogni cosa!

Insomma ne è venuto fuori una cosa da leggere a mo’ di RAP (se qualcuno volesse metterci sotto della musica…)

La società di separazione

Viviamo mondi di separazione
modi di relazione in contrapposizione
colleghi in uffici separati
per disunire la visione,
famigliari separati da pareti,
parenti divisi da lasciti,
cittadini divisi da istituzioni
e burocratici istituti divisi da milioni,
degli euro che si intascano,
mentre i poveri cascano.

Viviamo una rete di separazione
ognuno il suo pezzo, con palo annesso,
maglie strette contro la condivisione
magliette uguali per l’assimilazione
ogni identità per una unica identità
priva di identità e di dignità.

Viviamo la separazione interiore
tra vita reale e realtà virtuale,
tra interni segreti e segrete
fessure della mente,
la nostra coscienza ci mente.

Viviamo la velocità di separazione
piccoli o grandi ingranaggi
che girano argani, che avvolgono,
raccolgono funi che strascicano,
lubrificati stridono e mollano,
la separazione non si arresta
la separazione è molesta
la separazione imperversa
la separazione sopraffacente
ci separa da noi, e tra noi
non resta niente.

La separazione è il Sistema
sistemi le regole nell’ego,
soddisfi i tuoi bisogni,
separato dall’altro sogni
separato dall’altro vivi ed
eviti di vivere i suoi bisogni.

Un piede di porco
porca miseria serve,
servirà l’anima verde
per scardinare la separazione,
incardinare le coscienze
separare, sì, le false scienze.

Certo è vivida l’urgenza
e viviamo una falsa pazienza,
una attesa d’obbligo non obbligato
che arrivi un pazzo e ci spinga,
senza passione, nel baratro.

La passione ci serve per passare
indenni nei prossimi millenni,
mille e mille e mille appassionati
che ricongiunto il dentro e il fuori
la catena spezzino e il denaro spazzino
sparpagliando la redistribuzione
e annullando i motivi di separazione.

Certo ci provo ad annullarmi,
disconfondermi, controsepararmi
ricongiungermi con me stesso,
lottando con la depressione
mia e del mondo depresso,
senza intaccare
le nuove generazioni
ma generando un attacco
congiunto alle vecchie
leaderistiche concezioni,
della delega incondizionata, data.

Non so che sarà
e cosa sarò dopo di ciò
ma con voi, ci proverò a demolire
il mondo così com’è
e dopo di noi, coltivare.

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