Oggi: LA CO2 al Garda Ecofestival

C’è qualcuno….?

Mi avevano detto che qui su questo blog c’erano un po’ di ragnatele….C’è qualcuuunooo…?

Macché particella di sodio! Epperdiamine, potrei anche offendermi….

Non è da me farmi sentire (del resto sono incolore ed insapore), ma questa volta mi sono sentita chiamata in causa e non potevo certo esimermi.

Allora mi presento, sono una molecola di anidride carbonica. Anzi, sono LA molecola di anidride carbonica, modestamente. Tutti voi immagino conosciate Primo Levi, beh, io sono esattamente la figlia del carbonio protagonista di un suo racconto, nella raccolta “Il sistema periodico”. Ora, non voglio qui smentire l’emerito autore, ma dopo che sono diventata me stessa, da carbonio che ero, hai voglia ad essere catturata da una foglia per diventare sostanza organica prima e parte di un organismo superiore dopo. Diciamo che il Primo per esigenze narrative ha condensato il tutto in poche pagine…

In effetti, io nella atmosfera terrestre ci sto proprio bene e ci rimango per qualche millennio prima di lasciarmi catturare e trasformarmi in altro.

E chi mi ha chiamato in causa, direte voi? Orbene, sono stata citata in quanto me stessa proprio a questo Garda Ecofestival che voi avete organizzato…

Vagavo nell’aria di Manerba sabato 24 agosto, così senza una meta, in attesa che cadesse un po’ d’acqua per rinfrescarmi, quando la mia attenzione è stata catturata dal movimento che c’era al Parco Rolli. Così ho sfruttato un venticello che calava e mi sono avvicinata a curiosare. Che spettacolo l’area di intrattenimento per i bimbi! Un sacco di giochi artigianali, fatti con materiale di recupero e mossi sfruttando i principi della fisica, l’energia del sole o l’energia dei bambini. Poi ascoltando una tipa dai capelli rossi che girava un po’ dappertutto, ho scoperto che il suo ideatore è un certo Lorenzo Bellini, in arte Articiok; un tipo veramente in gamba, devo dire.

Girovagando per gli spazi ho notato una zona coperta nella quale stavano presentando un libro (è stato l’indizio per decidere di venire a scrivere qui…), poi girovagando per il parco ho incontrato vari banchetti che spaziavano dal cibo alle scarpe, passando per vari oggetti in materiale di recupero; poi c’erano spazi nei quali la gente poteva farsi fare un massaggio o partecipare ad una lezione di yoga; altri nei quali i visitatori hanno assistito a lezioni di cucina usando solamente materie prime di origine vegetale; su un piccolo palco un tizio canuto ha parlato per un’ora di come si fa a fare il pane ad un sacco di gente assiepata attorno. Dovevate proprio sentire la passione che ci metteva: voleva veramente che la gente facesse il pane, non che si accontentasse di stare li ad ascoltare lui che raccontava come si fa a fare il pane….

Ascoltando poi i discorsi che faceva la gente ho fatto 2+2 e ho capito che in questo Festival c’era un filo conduttore, tutti quegli esseri umani li presenti cercavano di trasmettere un messaggio: che bisogna fare qualche cosa per salvaguardare il Pianeta. Infatti, c’è stata anche una dottoressa famosa, Luciana Baroni, che ha parlato dell’impatto ambientale del cibo sulle risorse del Pianeta: pare così semplice da capire, perché voi umani non lo capite che mangiare meno carne (o non mangiarne affatto) è un gesto semplice e che fa bene a madre Terra?

Insomma, la cosa mi ha interessato ulteriormente e così mi sono letta il programma e ho deciso di tornare l’indomani, anche perché al pomeriggio si parlava di cambiamenti climatici, quindi volevo capire cosa avrebbero detto della mia gente…

Andando con ordine: la domenica mattina mi sono disciolta per un’oretta nell’acqua del vostro lago di Garda ed ho assistito da molto vicino la numerosa squadra di sub che ha raccattato schifezze dal fondale; hanno tirato su più che altro oggetti in plastica, copertoni d’auto e, sentite un po’, anche una piccola imbarcazione inabissatasi chissà quando… proprio bravi questi ragazzi, si fanno chiamare “pastori del mare”.

Dopo essermi asciugata sono tornata al Parco Rolli, dove già un po’ di gente c’era a mangiarsi pietanze, perlopiù vegane. Ho voluto controllare e sono stati di parola: tutto servito in stoviglie che potranno diventare anidride carbonica senza l’ausilio di fiamme, solo processi naturali. Potrete capire, io non ho grandi esigenze a livello alimentare, mi sono accontentata di un tuffo in un bicchiere di birra fresca, tra l’altro ricco di molte mie simili. Era biologica per cui non ho avuto incontri ravvicinati del terzo tipo con losche molecole di sintesi…

Insomma, ho girovagato nuovamente tra le bancarelle per ammazzare il tempo, ho visto gente acquistare vino biologico, zafferano biologico, ortaggi biologici, scarpe vegane, artigianato in legno, gioielli con materiale riciclato, vestiti usati…. Ho ascoltato con vero piacere la storia di questi baldi giovani della Cascina La Spontanea di Salò, un mix tra terra, anarchia e socialità; poi ho ascoltato il Prof. Stefano Caserini che presentava un suo libro: “Il Clima è (già) cambiato“. Ha spiegato bene come funziona (o dovrebbe funzionare) l’accordo di Parigi. Ha detto che è indispensabile cessare l’impiego dei combustibili fossili per rallentare l’incremento di anidride carbonica. Ha detto che va bene la tassazione sulle emissioni di anidride carbonica, ma centrale sarà il tema dell’uguaglianza: senza giustizia sociale i cambiamenti climatici non si potranno contrastare!

Insomma, il Caserini ha parlato molto anche della mia specie (molecolare) sinché è arrivato proprio a citare ME in atomi ed ossa, attraverso il richiamo al racconto di Primo Levi! Mi sono sentita un po’ in imbarazzo, come avessi tutti gli occhi dei presenti addosso; è durato poco perché tanto sono invisibile, e poi mi confondo con molte altre mie sorelle…

Ve lo voglio dire fuori dai denti: non mi sono sentita in colpa perché, se io e le mie sorelle stiamo aumentando nell’atmosfera, non è certo per nostra volontà! Fate invece un po’ di sana autocritica voi esseri umani….

Però, dopo tutto quello che ho visto in questi due giorni a Manerba, mi sono dovuta un po’ ricredere sul giudizio che avevo di voi . Forse ce la potete fare, una, dieci, cento, mille iniziative come quella del Parco Rolli; 1000, 10.000, 100.000, 1.000.000 e via crescendo, di persone come quelle che hanno frequentato questo Festival…. e forse ce la potete fare.

Dal canto mio, poco cambia, io tra qualche migliaio di anni sarò imbrigliata in una fotosintesi clorofilliana e tornerò ad essere materia viva. Per ora mi godo questa notorietà letteraria, grazie a Primo Levi.

La natura di cui faccio parte è un ciclo in continua ripetizione su scale dei tempi così lunghe che voi umani mostrate di non comprendere; continuerà ad essere così ancora molto a lungo, nonostante l’uomo abbia fatto tanto sino ad oggi per alterare questa ciclicità. A voi che ci state provando, a ristabilire un po’ di armonia con la Natura, non mi resta che fare tanti in bocca al lupo.

Ho visto però che qui ci si congeda in altro modo, e mi adeguo:

tanti ortaggi buoni per tutti!

Firmato – la Molecola di Anidride Carbonica

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