Oggi, Terzani!

Nell’ottobre del 2001, Tiziano Terzani scrisse una lettera aperta, pubblicata dal Corriere della Sera, in risposta all’articolo “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci, che lo stesso quotidiano aveva pubblicato all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Se avete un quarto d’ora di tempo, leggetela.

Il sultano e San Francesco”, questo il titolo della lettera, contiene tante riflessioni e una profezia, che gli atroci recentissimi accadimenti di Parigi purtroppo confermano.

Dire che rispondendo alla violenza con la violenza si ottiene ulteriore violenza, appare oramai anche troppo scontato e molta gente comune di buon senso può facilmente capirlo. Almeno quelli che si informano, invece di subire.

Terzani risponde pacatamente alla sorprendente lezione di intolleranza della famosa scrittrice snocciolando una serie di buoni motivi che i terroristi potrebbero mettere sul piatto per giustificare la loro azione. Non già per le violenze evidenti e plateali, e ce ne sarebbe una bella lista, quanto per quelle nascoste, sottili, sfuggenti, perpetrate da lungo tempo attraverso l’applicazione di una politica estera, quella americana, sposata da tutta una serie di paesi occidentali allineati, finalizzata a tenere sotto controllo la materia prima petrolio.

Se per noi il terrorista è quello che si fa esplodere in mezzo alla folla, per “l’altro” potrebbe essere l’uomo d’affari occidentale che viene nel mio paese povero a costruire un gigantesco impianto chimico, che porta inquinamento e distruzione (vedi Bhopal in India – 16.000 morti, senza alcuna vendetta?).

San Francesco, vissuto in epoca di crociate era molto attratto dal conoscere “l’altro”, il nemico. Pare che nel lontano 1219 ci riuscì; dopo essere stato catturato, fu portato al cospetto del Sultano e l’indomani rilasciato senza che gli fosse torto un capello. Terzani immagina solo ciò che potrebbero essersi detti i due, ma certo è che ad uno che pratica e professa “ama il prossimo tuo come te stesso”, cosa volete che gli si faccia?

Insomma oggi, come già allora Terzani invocava la necessità di Santi e Profeti, a distanza di 14 anni nei quali il mondo non ha fatto altro che replicare il sé stesso dedito al neoliberismo, c’è quanto mai bisogno di scelte coraggiose quanto semplici, perché se i chiodi fissi del mercato, della ricchezza, del petrolio ci hanno portato a questi passi, forse basta dire semplicemente basta, e adottare politiche che dimostrino veramente questa volontà.

Quel che ci sta succedendo è nuovo. Il mondo ci sta cambiando attorno. Cambiamo allora il nostro modo di pensare, il nostro modo di stare al mondo. È una grande occasione.” – T. Terzani.

Buon cambiamento a tutti

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