Pezzo di carta del 23 settembre 2015

Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda – Pezzo di Carta del 23 settembre 2015

Attenzione, preparatevi: una nuova figura si affaccia alla PDO del basso Garda. In realtà non è assolutamente nuova, c’è sempre stata ed ha sempre costituito l’ossatura portante del progetto. Sino ad oggi si chiamavano “volontari”. Sono gli associati che mettono delle ore del proprio tempo dentro alla PDO, per farla funzionare. Seppure abbiano un ruolo fondamentale nell’operatività, sono delle figure che non trovano quasi posto nel regolamento di funzionamento della PDO. Non sono nemmeno definiti. Ecco quindi giunto il momento di dare una precisa identificazione e collocazione a queste figure, una propria dignità di esistere: sono i co-produttori.

I co-produttori nascono consumatori, ma fanno dei passi verso “l’altra sponda”, facendosi carico di un pezzetto della filiera.

È normale, mi direte, all’interno dei GAS c’è pieno (!) di co-produttori. Esattamente, vedo che avete inquadrato la questione. Nella PDO il co-produttore è colui che predispone il paniere dei prodotti, gestisce la apertura e chiusura degli ordini, colui che aiuta a preparare le cassette, gestisce la contabilità, gestisce le relazioni con i produttori, tiene informati i consumatori. Se ci pensiamo bene, questa losca figura del co-produttore è colui che “ruba il lavoro” agli altri. Lo stesso referente all’interno di un qualsiasi GAS, nel momento in cui decide di dedicare il proprio tempo a questa sporadica attività, fa concorrenza al piccolo commerciante o alla GDO, rubando di fatto il lavoro a chi si occupa di vendita e di logistica come propria attività principale. Il Co-produttore, con il pretesto della Solidarietà, sottrae indebitamente lavoro e salario agli altri, insomma contribuisce alla diminuzione del PIL.

Sono andato giù troppo pesante? Ma no dai, posso farvi anche la lista degli aspetti positivi, uno lo abbiamo già detto: il co-produttore è un decrescente. Il Co-produttore, attraverso la solidarietà, restituisce dignità al produttore, che, come ben sappiamo, è l’anello più schiacciato nella catena del modello neo-capitalista del consumo. Il Co-produttore distrae di fatto capitali dal circuito economico convenzionale, il Co-produttore sperimenta un modello di impresa diffusa, il Co-produttore svolge attività che hanno anche dei ritorni non economici e comunque difficilmente monetizzabili. Possiamo dire che il Co-produttore è la chiave di volta di un sistema economico diverso? Forse, non possiamo dirlo con certezza e non spetta a noi dirlo.

Però noi possiamo sperimentare

Quello che manca oggi alla figura del Co-produttore è il riconoscimento del suo ruolo, un riconoscimento che non possiamo chiamare economico con i canoni convenzionali, anzi, proprio perché vogliamo puntare il timone verso un altro tipo di economia, il suo riconoscimento deve avere “altre forme”. Questo è tuttavia un passaggio cruciale, non vogliamo arrogarci l’arduo compito di decidere da soli come sperimentare questa transizione verso “le altre forme” di economia, nell’ambito delle quali, evidentemente, bisogna immaginare anche il giusto riconoscimento della figura del Co-produttore. Anche perché non tutti i Co-produttori sono uguali, diciamocelo pure. Nel senso: ciascun Co-produttore può avere bisogni e motivazioni diverse. Ci può essere il Co-produttore che vive di rendita e non gli interessa alcun riconoscimento, quello che c’ha già il suo lavoro (bello o brutto che sia) che gli garantisce una più che dignitosa sussistenza, quello che “lo fa per la gloria”, quello che ha lo spirito del missionario …e quello che lo fa per necessità?

Per concludere, stiamo cercando di regolamentare questo riconoscimento della figura del Co-produttore, e vorremmo farlo con il coinvolgimento di voi PDOisti e di tutti coloro che vorranno. Di cosa stiamo parlando? Perché non immaginare che il tempo dedicato dai PDOisti, ex volontari, ora Co-produttori, non abbia un “valore”? Un valore che possa essere scambiato con prodotti o servizi secondo la necessità? O semplicemente (come peraltro accade oggi per la maggior parte del tempo messo nella PDO) venga donato?

E ora, cambiamo discorsi: vi ricordo che questa domenica (27/09) la Associazione verso il DES basso Garda sarà in piazza a Desenzano nell’ambito della Festa delle Associazioni, dal mattino sino a sera. Da metà mattina organizzeremo una piccola dimostrazione di cucina vegana, preparando gustose salse con ortaggi del territorio (a cura delle ZeeBees); salse che accompagneranno un aperitivo all’approssimarsi dell’ora del pranzo, che offriremo a tutti i presenti curiosi. Per noi sarà un momento di visibilità, della Associazione e del Progetto PDO, per voi può essere l’occasione per venire a dircene quattro in faccia (di buone, naturalmente…).

Annunciamo inoltre in modo ufficiale che stiamo organizzando per sabato 31 ottobre la nostra/vostra cena sociale. Sarà l’occasione per contarci, guardarci in faccia (e dircene altre quattro, di buone naturalmente…), rinnovare la tessera per il 2016 e passare un piacevole momento conviviale assieme.

Sempre su questo pezzo, seguiranno aggiornamenti…

BUON CAMBIAMENTO E TANTI ORTAGGI BUONI PER TUTTI!

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One thought on “Pezzo di carta del 23 settembre 2015

  1. Pingback: Pezzo di sondaggio del 30 settembre 2015 | Ci scappa il Garda

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