Pezzo di carta del 1° luglio 2015

Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda – Pezzo di Carta del 1 luglio 2015

Per chi non lo avesse ancora capito, tra i miei compiti istituzionali da pezzo di carta viaggiatore nelle cassette della PDO del basso Garda, c’è anche quello di leggere dei libri. Certo, figurarsi un pezzo di carta che tiene in mano un libro è un po’ arduo, e ovviamente dipende molto dalle dimensioni del libro. Eppure ce la faccio, in nome del compito affidatomi di diffondere i principi della carta statutaria della Associazione verso il DES basso Garda.

Eccomi quindi oggi a riportarvi dell’ultima lettura: “Che cosa c’è sotto” di Paolo Pileri per Altreconomia.

Si, avete indovinato, si tratta proprio del libro finanziato dal basso attraverso una campagna di Crowdfunding alla quale ha partecipato anche la nostra Associazione. Per dovere di trasparenza: abbiamo finanziato con 100 € e ricevuto 5 copie del testo, oltre alla menzione in calce al libro. In aggiunta a quella in possesso del pezzo di Carta, che potrà cederla di mano in mano a chi ne farà formalmente richiesta qui sul blog, gli altri interessati sappiano che possono trovare le rimanenti quattro copie nelle biblioteche di Castiglione delle Stiviere, Lonato del Garda, Desenzano del Garda e Gavardo, alle quali sono state donate dalla nostra Associazione.

Si tratta di un libercolo di agevole lettura ma denso, molto denso. Pileri con rigore scientifico e ottima capacità divulgativa spiega cosa è il suolo e come si è formato nel corso dei secoli. Si scopre così che il suolo è quello straterello superficiale di crosta terrestre, dello spessore di 70 – 200 cm formatosi alla velocità di pochissimi centimetri al secolo, costituito da una componente minerale, una organica ed una biotica, oltre, ovviamente, ad un certo contenuto di acqua e di aria. Si, il suolo è ricchissimo di vita, si stima che il 30% delle specie viventi costituenti la biodiversità planetaria, si trovi sotto ai nostri piedi. In ordine crescente di dimensioni: batteri, funghi, protozoi, nematodi, tardigradi, rotiferi, collemboli, acari, anellidi, formiche, oniscidee, ragni, millepiedi, centopiedi, carabidi, scorpioni, lumache, chiocce, anfibi, rettili, piccoli mammiferi ….

Si scopre inoltre che il suolo svolge un compito importantissimo in molti dei cicli naturali: da quello dell’acqua a quello dell’anidride carbonica, passando per quello dell’azoto e del fosforo. Nessuno ci pensa, ma il suolo è il principale serbatoio di accumulo dell’anidride carbonica! Il suolo svolge dei servizi ecosistemici indispensabili per tutti gli esseri viventi: funzioni di supporto/sostegno, funzioni di approvvigionamento, funzioni di regolazione e persino funzioni culturali (vedi il concetto di Paesaggio…).

Insomma, il suolo meriterebbe di essere considerato una cosa sacra ed inviolabile. Ed invece ….

Invece abbiamo fatto di tutto per cancellare dall’immaginario culturale collettivo proprio la centrale importanza del suolo. Per la stragrande maggioranza delle persone la benna di un escavatore, che in pochi secondi disintegra il lavoro di migliaia di anni di evoluzione di un suolo, è una cosa assolutamente normale, mentre invece si tratta di una ferita inferta alla terra che lascerà il segno per un tempo altrettanto lungo.

Questo cambiamento culturale è intervenuto, in particolare, negli ultimi decenni; quelli della cementificazione sregolata che ha creato e continua a creare danni enormi e comporta ingenti incrementi della spesa pubblica. Quello che manca oggi è infatti la consapevolezza che laddove si utilizza il suolo, compromettendo i servizi ecosistemici che questo fornisce, diviene necessario in qualche modo pagare (e anche a caro prezzo) per replicare in modo artificiale proprio quei servizi che il suolo rendeva a costo zero. Questo modo di agire denota una profonda ignoranza e mancanza di senno.

Insomma Pileri va giù pesante e accompagna le considerazioni con rigorose tabelle che quantificano l’enormità dei danni: il solo costo della gestione delle acque piovane su suoli impermeabilizzati nel nostro paese eccede i 14 mld €/ anno! Bisogna pensare al consumo di suolo come ad una patologia del sistema culturale in cui viviamo.

Solo dal recente passato si inizia in qualche modo a dubitare che tutto questo abuso di suolo sia effettivamente un racconto del benessere.

Nella seconda parte del libro Pileri inizia a sventolarci sotto al naso una bella sequenza di proposte per cambiare; in ordine di priorità: abbattere la rendita fondiaria, stop oneri urbanizzazione per spesa corrente, ridurre la frammentazione amministrativa (i piccoli comuni italiani sono stati i più grandi assassini di suolo  negli ultimi decenni …!), contabilizzare la sovranità alimentare (cibo e cemento sui piatti della bilancia…), misurare, coordinare, informare, stop alle previsioni demografiche personalizzate, fissare dei limiti al consumo di suolo. Su questo ultimo punto gli esempi efficaci in Europa non mancano: il porre un limite dà un senso anche culturale, oltre che tecnico, allo sviluppo urbanistico.

Secono Pileri quello che manca nel nostro paese è una definizione di legge del suolo che lo inquadri esattamente per il bene prezioso che è.

Chiudiamo riprendendo dal testo alcune citazioni estremamente forti e significative (questa volta senza quiz…):

Il suolo deve diventare il centro di un progetto culturale che attraversa l’interesse pubblico di tutti, e consumarlo, offenderlo, venderlo, deve essere percepito come un tabù, un atto contro natura e contro l’uomo”. (Tomaso Montanari – 2015).

Non vi è nessun prezzo capace di coprire il costo totale di distruzione/sottrazione di una risorsa ambientale alla società di domani” (Salvatore Settis – 2002).

Quel che ci manca è la capacità di indignarci per trarne la forza civile di aggiornare le nostre capacità di organizzazione politica e sociale” (Aurelio Peccei – 1984).

Buone letture

Ricordo a tutti gli associati, infine, che il link per ordinare alla PDO, lo trovate anche su www.pdobassogardabio.it

BUON CAMBIAMENTO E TANTI ORTAGGI BUONI PER TUTTI!

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