Pezzo di carta del 6 maggio 2015

Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda – Pezzo di Carta del 6 maggio 2015

…le possibilità di vedere affermata l’idea per cui ho lottato sono molto scarse, direi che non esistono quasi per niente. [Ma] per quanto mi riguarda, mi sento parte di un progetto che va oltre le persone, che va oltre l’umanità. È un progetto di liberazione al quale appartieni e non ti è dato di sapere se e come questo progetto verrà realizzato. Perciò cammini come il toro, a testa bassa, senza mai chiederti quando e come ci arriveremo. Sai che ci arriveremo ma non ti è dato di sapere niente altro.

Risposte pervenute: 1 (sbagliata) Certo, la frase sembra detta da un rivoluzionario, per cui Pepe Mujica ci poteva anche stare.

In realtà la paternità è di una persona all’apparenza molto meno rivoluzionaria: Francesco Gesualdi. La grappa Soratina rimarrà in cantina sino al prossimo quiz…

La frase è stata rubata dal libercolo uscito per Altreconomia nel febbraio 2014: “Cambiare il Sistema”. Un piccolo compendio del pensiero del padre del consumo critico; essenziale biografia di una mente lucida che da oltre 20 anni professa il consumo quale arma politica e si spinge con creatività alla ricerca di nuovi paradigmi economici, del lavoro e monetari.

Nella sua visione l’economia è una autostrada a due corsie: in una scorre l’economia di mercato, rivolta al soddisfacimento dei desideri, nell’altra scorre l’economia della Comunità, rivolta al soddisfacimento dei diritti di tutti, cioè dei bisogni primari.

Nella prima corsia vige il vecchio paradigma del lavoro salariato, quello che ti dà il denaro da spendere, per soddisfare i tuoi desideri; nell’altra corsia scorrono nuovi paradigmi del lavoro: l’autoproduzione e il lavoro per la comunità; attività che non danno salario ma consentono di soddisfare dei bisogni primari. Il gestore di questa autostrada, lo stato, ricava gettito fiscale dalla prima corsia per erogare servizi, ad esempio un reddito minimo vitale per tutti; dall’altra corsia riceve ore di servizi a titolo gratuito, che possono essere utilizzate a beneficio della collettività, per garantire i diritti fondamentali a tutti. Con il risvolto positivo che cesserebbe l’ansia della crescita per garantire il gettito fiscale monetario. La dipendenza dell’economia pubblica, in modo esclusivo, dal gettito fiscale, è come dipendere per la produzione energetica dall’incenerimento dei rifiuti: guai a diminuirne la produzione a beneficio della raccolta differenziata! (a Brescia ne sanno qualcosa…)

E la nostra PDO su quale corsia di questa autostrada vogliamo farla correre?

Ora cambiamo argomento. Sapete che la battaglia, anzi le battaglie, del Comitato Campagnoli stanno proseguendo. Sono infatti 3 i fronti che vedono impegnato il Comitato avverso la ditta Valli, promotrice del progetto per l’impianto a biogas da 3 MWe nel territorio del basso Garda. La prima battaglia legale è quella di fronte al Consiglio di Stato e nella quale il Comitato ha chiesto l’annullamento della autorizzazione all’ampliamento dell’attività di trattamento rifiuti. La ditta Valli aveva infatti ottenuto nell’aprile 2013 il benestare ad un incremento di capacità (più che triplicato!). Solo due mesi dopo avere ottenuto l’ampliamento, la Valli presentava una variante alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, un’altra cosa di poco conto: la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da biogas, il più grande mai realizzato in Lombardia tra le centinaia già costruiti. Qui cominciava la seconda battaglia del Comitato, che mettendo continuamente il bastone tra le ruote con campagne informative e raccolta firme, si meritava una citazione per danni da parte della Valli. Questa seconda battagli divenne legale all’inizio del 2014: il danno di immagine per la ditta vale 15 milioni di euro. L’atto intimidatorio non ha scoraggiato il Comitato, a tal punto che anche la prima sconfitta, quella dell’OK ottenuto dalla Valli sulla variante alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ha visto i difensori del proprio territorio farsi promotori della terza lotta legale: il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per l’annullamento della V.I.A.

Tutte queste battaglie meritano di essere sostenute, a fianco dei membri del Comitato, da tutti i cittadini che vogliono dire di NO ad un sistema di sviluppo del territorio che vede come unico modo per la crescita economica quello che passa per la deturpazione del paesaggio, per l’inquinamento dell’aria, per l’incremento dei rischi per la salute pubblica. Senza contare che i prezzi da pagare sono da parte di tutti, mentre i benefici legati allo “sviluppo” sarebbero solo per i proprietari della Valli….

Per questi cittadini il livello minimo di ingresso nella battaglia, passa per una tavola imbandita a spiedo (neanche tanto male, quindi…)

Per la raccolta fondi il Comitato ha infatti organizzato un nuovo momento conviviale, partecipando al quale si entra a pieno titolo tra i combattenti e si avrà modo di essere ulteriormente aggiornati sulle varie battaglie.

Sabato 9 maggio, dalle ore 20.00 presso la sala parrocchiale della Chiesa di Castelvenzago, non mancate.

TANTI ORTAGGI BUONI PER TUTTI!

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