Pezzo di carta del 4 febbraio 2015

Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda – Pezzo di Carta del 4 febbraio 2015

Chi si ricorda dove eravamo rimasti con la recensione dell’ultimo libro di Jeremy Rifkin?

Si, perché di pezzi di carta interessanti da “La società a consumo marginale zero”, ne vengono fuori molti. Vogliamo parlare della trappola nota in psicologia con il nome di “adattamento edonico”? È provato da più ricerche che la felicità aumenta sino ad un certo livello di reddito, chiamato soglia minima dell’agiatezza. Nell’America settentrionale tale reddito è di circa 20.000 $ l’anno. Raggiunto tale traguardo, ogni ulteriore incremento di reddito risulta improduttivo sotto il profilo della felicità, poiché si entra nella trappola. Il materialismo cui siamo indotti dalle martellanti campagne persuasive del mercato, ci spinge a desiderare di raggiungere uno status “superiore”, caratterizzato dal possedere ulteriori beni. Si crede che la maggiore ammirazione che ci verrà manifestata dalla società attorno a noi, in virtù dei nuovi beni che possediamo, farà impennare la nostra felicità; ignoriamo così che la vera origine del male dell’infelicità è proprio l’ossessione del possesso. Il materialismo annienta la nostra natura empatica, che è l’unica vera fonte di felicità che caratterizza l’essere umano. La specie umana, come del resto altri primati, sono dotate dei cosiddetti neuroni a specchio che ci danno la capacità fisiologica di provare in prima persona i sentimenti provati dagli altri. Questa capacità è quella che ha consentito lo sviluppo di società profondamente integrate e nelle quali il benessere diffuso rappresenta lo status di felicità per i suoi membri.

Purtroppo le società di oggi, caratterizzate dal sempre crescente divario nella distribuzione della ricchezza, si stanno dissolvendo in quanto a capacità empatica e mostrano conseguentemente elevati livelli di infelicità.

Del resto è l’intera storia dell’uomo che ci mostra come i grandi cambiamenti collettivi di coscienza, attraverso il coinvolgimento empatico, abbiano consentito un costante miglioramento della felicità, almeno fino a che il materialismo non ha annichilito i nostri neuroni a specchio.

Se lasceremo lavorare la nostra natura empatica, quello che ci attende per il prossimo futuro sarà l’affermarsi di una nuova coscienza, che Jeremy chiama coscienza biosferica. La biosfera è la nostra naturale comunità planetaria, il cui stato di salute e il cui benessere determinerà inevitabilmente anche il nostro.

Con la PDO del basso Garda stiamo cercando di risvegliare la natura empatica che è in noi, ma non solo, anche di delineare i confini biosferici della nostra piccola comunità.

Appuntamenti:

venerdì 6 febbraio ore 20.30 a San Felice del Benaco: Presi per il PIL

sabato 14 febbraio ore 14.00: passeggiata NOTAV a Peschiera del Garda!

TANTI ORTAGGI BUONI PER TUTTI

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