Pezzo di carta del 14 maggio 2014

Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda – Pezzo di Agricultura del 14 Maggio 2014

Sabato 10 maggio scorso è stata una giornata indubbiamente impegnativa per chi ha voluto partecipare sia all’evento mattutino che a quello pomeridiano. I presenti però hanno manifestato tutti entusiasmo e soddisfazione, più che spossatezza.

Significa che siamo stati bravi?
Credo di poterlo affermare senza falsa modestia: siamo stati bravi.

Oggi voglio condividere con voi e con gli ortaggi che accompagno in cassetta, la riflessione che ha fatto da incipit al convegno “L’Agricoltura al centro di un nuovo modello di sviluppo”.
Perdonatemi ma anche in questo caso la colpa è da imputare a “L’Ecologia della Libertà” di Murray Bookchin.

Come associazione abbiamo messo in evidenza il significato che diamo ai termini mutualismo e cooperazione, partendo dal loro utilizzo nell’ambito della teoria sull’evoluzione cellulare proposta alla comunità scientifica nei primi anni ’80 del secolo scorso da Lynn Margulis.

La Biologa statunitense condusse per oltre un decennio approfonditi studi per mostrare come le cellule eucariotiche siano il risultato di una simbiosi mutualistica tra cellule procariotiche e batteri. (Le cellule eucariotiche sono quelle che stanno alla base degli organismi viventi superiori, sia vegetali che animali, cioè le cellule con metabolismo basato sull’utilizzo dell’ossigeno).

Le cellule procariotiche, sviluppatesi in presenza di una atmosfera terrestre ancora priva di ossigeno, furono per svariate centinaia di milioni di anni la forma di vita dominante. Attorno ad esse, nel brodo primordiale, altri aggregati di molecole organiche avevano dei propri metabolismi in lenta evoluzione ed erano oggetto di predazione da parte delle cellule procariotiche. Circa 2,5 miliardi di anni fa alcuni di questi corpuscoli che chiamiamo batteri, misero a punto un metabolismo basato sulla cattura dell’energia solare: erano i primi esseri fotosintetici, in grado di produrre ossigeno dall’acqua in presenza di luce e di riutilizzare l’ossigeno come fonte energetica in assenza di luce.

La fotosintesi era un sistema talmente buono che da quel momento iniziò il lento ed inesorabile arricchimento in ossigeno dell’atmosfera terrestre.

Immaginate ora le vecchie cellule procariotiche, per le quali l’ossigeno costituiva un veleno: che fare? Avrebbero potuto puntare tutto sulla loro capacità di fagocitare questi corpuscoli organici, fucine di questo nuovo metabolismo. Del resto rimanevano la forma di vita più rappresentata.

Invece da un momento all’altro (si ipotizza infatti che ciò sia accaduto in un lasso di tempo relativamente breve sulla alquanto dilatata scala dei tempi della terra) i Procarioti hanno fatto una scelta che si è rilevata essere la scelta giusta per garantire l’evoluzione della vita sulla terra per i successivi due miliardi di anni: hanno smesso di degradare i batteri che inglobavano e sono entrati in simbiosi mutualistica con questi. Offrendo loro protezione, ne ricevevano in cambio la capacità di fornire energia.

Ovviamente l’evoluzione è poi proseguita sino a trasformare le cellule procariotiche in eucariotiche, a creare tra queste varie specializzazioni, dalla cui unione si sono formati i primi organismi pluricellulari, e via dicendo.

Ma il fatto significativo, che deve fare riflettere è stata quella scelta: la cooperazione e il mutualismo.

L’intento del convegno di sabato mattina a Desenzano era proprio quello di far riflettere gli individui sul fatto che l’epoca in cui viviamo oggi è quella, traslata nel passato di almeno due miliardi di anni, nella quale la scelta di cooperare ed aiutarsi a vicenda puntando sulla mutua solidarietà, è l’unica scelta possibile per poter garantire un futuro per il genere umano sulla terra.

Di contro, le scelte sbagliate non possono avere lunga durata: quella fatta dall’uomo moderno di puntare sulla competitività, sull’individualismo, sul non rispetto delle altre forme di vita, sul saccheggio incontrollato delle risorse naturali, non ci prospetta altrettanto benessere per il prossimo miliardo di anni! Diciamo pure che l’orizzonte temporale che abbiamo di fronte, a parità di modello economico su cui basare l’umana presenza sulla terra, è limitato a qualche decina di anni…

Ecco perché l’Associazione verso il DES basso Garda è alla continua ricerca di un patto tra chi cura la terra e chi ne può beneficiare dei frutti: noi intendiamo creare i presupposti per generare un modello economico differente, nel quale è la relazione fiduciaria che sta alla base del patto a costituire il vero valore economico, non il denaro usato per la transazione.

BUON CAMBIAMENTO, E TANTI ORTAGGI BUONI PER TUTTI.

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One thought on “Pezzo di carta del 14 maggio 2014

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