Pezzo di carta del 19 marzo 2014

Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda –Pezzo di carta del 19 marzo 2014

In questi giorni ho riflettuto sulle tradizioni. Lo spunto mi è venuto da un dono fattomi da un amico gasista di Gavardo: un pezzo di Bitto. Trattasi di un formaggio tipico di una particolare zona della Valtellina, quella del torrente Bitto. Qui da tempo immemore i malgari fanno questo particolare tipo di formaggio. È il formaggio eletto per la preparazione dei pizzoccheri, un piatto della tradizione di quei luoghi, fatto con i prodotti della loro terra: la farina di grano saraceno, le patate, le verze, il formaggio e il burro.

Dovevo per forza usare questo dono per fare i pizzoccheri, e così è stato. Ovviamente con le dovute varianti, se volete vedere le fasi della preparazione della ricetta,  ché sul pezzo di carta non ci sta tutto, le trovate qui.

La lista degli ingredienti da me utilizzati è questa: Farina di Grano Saraceno e di Farro della cooperativa agricola IRIS, uova di Chicco, acqua del rubinetto, Cavolo Nero e Patate dalla PDO basso Garda (per le patate ne sono sicuro perché avevo fatto scorta ad inizio anno); burro della Az, Agricola la Scaldina di Calvagese; formaggio grattugiato: la padanella del Cammino, oltre, ovviamente, al Bitto. Non vi dico la delizia al palato…

Ma la riflessione sulle tradizioni prosegue. Nel sistema economico moderno funziona così: il mercato cerca di impossessarsi delle tradizioni.

Per il Bitto è successo, infatti quello che ho usato io è un bitto clandestino.

Qualche anno fa chi produce i formaggi in valle ha redatto un disciplinare per il Bitto che consente di farlo tutto l’anno e impone dei vincoli igienico sanitari che non possono essere rispettati nelle malghe in alpeggio. Così ora chi fa il vero Bitto, per pochi mesi all’anno quando porta le bestie al pascolo in quota, corre il rischio di essere sanzionato se chiama Bitto il suo formaggio. Storie come questa purtroppo ve ne sono altre.

Questa approccio piratesco del mercato verso ciò che presenta una propria forte identità si ripete in molti altri ambiti della società. Per restare tra noi, si ricorda solo la vicenda del DES Lombardia. Il mondo dell’Economia Solidale, del quale da oltre 10 anni si fa portatore il movimenti dei GAS, viene usato come una etichetta adesiva sopra ad un progetto che nasce basandosi su principi piuttosto lontani da quelli che soggiacciono all’acronimo DES. Per capirlo basta fare il confronto tra i contenuti del sito del DES Lombardia e i documenti di riferimento dell’Economia Solidale (Carta RES del 2007 e Le Colonne dell’Economia Solidale, del 2011).

A proposito del mondo dell’Economia Solidale: giovedì 27 marzo non potete mancare all’incontro che si terrà a Brescia, in via Corsica 165 presso la sala delle ACLI, alle 20.30. Si parlerà del Tavolo Finanza Etica e della struttura della RES, nell’ambito del percorso che ci porterà alle giornate conclusive del Convegno Nazionale dell’Economia Solidale, del 21-22-23 giugno p.v. a Parma.

BUON CAMBIAMENTO, E TANTI ORTAGGI BUONI PER TUTTI.

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2 thoughts on “Pezzo di carta del 19 marzo 2014

  1. Pingback: Pezzo di carta del 26 marzo 2014 | Ci scappa il Garda

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