Pezzo di carta del 18 dicembre 2013

Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda – Pezzo di carta del 18 dicembre 2013

Come abbiamo letto in Catastroika, era la prima metà degli anni ’70 quando il pensiero neoliberista veniva sdoganato dall’ambito accademico ed entrava prepotentemente sullo scenario politico ed economico internazionale. La sua fortuna fu tanto grande da trovare fin da subito l’appoggio delle armi e proseguì tanto rapidamente da entrare sino dagli anni 80 negli ordinamenti giuridici degli Stati sovrani, sotto forma di norme tese alla privatizzazione dei servizi che potevano garantire enormi flussi di cassa per l’accumulo del capitale.

E chi oggi immagina un modello economico differente, cosa fa per fare in modo che si possa affermare?

Oramai mi conoscete, sapete chi sono, viaggio nelle cassette, dentro ai taccuini o negli zaini, e anche domenica 15 dicembre ho voluto fare un viaggio, per cercare una risposta al quesito.

Sono stato al Tavolo Legge della RES, un gruppo di lavoro costituitosi formalmente in occasione dello Sbarco GAS 2011 dell’Aquila. Il gruppo nasceva per ragionare assieme su una proposta di legge per l’Economia Solidale che potesse in qualche modo porre rimedio ad alcune norme regionali emanate per dare soldi a pioggia ai GAS (vedi il caso dell’Umbria).

Ci si è trovati a Bologna domenica mattina, eravamo in 20, per inciso, tutti gasisti, tranne una (simpatizzante).

Sono stati ripercorsi assieme i lavori fatti a livello territoriale, dalla Legge provinciale di Trento alla bozza di Legge della Regione Lombardia, passando per il processo nato dal basso in Emilia Romagna.  Per chi volesse approfondire, qui trovate un documento che riassume tutti questi percorsi.

Il fermento nel mondo dei GAS e dei DES è molto, forse anche dovuto alla attenzione che da più parti si sta ponendo nei confronti di questo movimento. Le posizioni in sintesi sono due: c’è chi vorrebbe scendere in campo come formazione politica e c’è chi vuole pazientemente dialogare con la politica esistente per presentare le proprie istanze. La cosa certa per entrambe le posizioni è che non si vogliono proporre leggi per circoscrivere il fenomeno dell’economia solidale relegandolo in una riserva indiana, ma si vorrebbe che il modello possa espandersi e contagiare il più possibile, le istituzioni, la società civile, il tessuto produttivo.

Per fare questo sono i GAS e i DES per primi che non possono chiudersi in sé stessi, assumendo una deriva di autoreferenzialità. Occorre quindi fare rete il più possibile, e non solo “fra di noi” ma con tutti gli altri movimenti e soggetti che, sotto altri nomi, perseguono un modello di economia diverso.

Il lavoro del Tavolo Legge è proprio quello di condividere le esperienze in modo che ciascuno possa trarre spunto dagli altri e individuare la modalità migliore con cui, nel proprio territorio di riferimento, farsi portatore di proposte normative.

Nel mio piccolo ho individuato i percorsi, molto simili tra loro, che sono in corso in Emilia Romagna e in Friuli Venezia Giulia, quale modello che si possa imitare.

Nella prima regione è sorto da un paio d’anni il Coordinamento Regionale per l’Economia Solidale in Emilia Romagna (www.creser.it) che ha fatto un lungo lavoro di coinvolgimento, raccolta di esperienze, condivisione e sintesi, conclusosi nel recentissimo passato con il rilascio di una proposta di legge che presto verrà discusa dal Consiglio Regionale. In Friuli è nato un Forum per i Beni Comuni, promotori la RES Friuli, il movimento per la Decrescita e il Forum per l’acqua bene comune, che accorpa moltissime realtà dell’associazionismo e che stanno elaborando congiuntamente una proposta di legge; sul loro blog trovate lo stato dell’arte del percorso intrapreso: http://forumbenicomunifvg.wordpress.com/.

Il Creser ha messo attorno ad un tavolo una serie di soggetti che avevano risposta all’appello: GAS, associazioni, cooperative sociali, imprese artigiane e altro; quindi hanno elaborato delle schede per raccogliere in modo sistematico le esperienze di altra economia poste in essere da ciascuno. Il passaggio successivo è stato quello di individuare i caratteri salienti e comuni alle varie esperienze, i punti di forza e i punti di debolezza, organizzando il tutto sotto forma di linee guida per le future norme. È stato un lavoro durato due anni con incontri all’incirca mensili tra varie decine di partecipanti. Il risultato lo si può trovare sul sito del Creser. Il punto di forza di questa proposta di legge è che incorpora le 10 colonne dell’Economia Solidale!

Come al solito i processi che nascono dal basso sono i più lenti, non abbiamo strumenti e nemmeno appoggi per poter fare un golpe, possiamo solo cercare di essere in molti a gridare con una unica voce, o anche a più voci ma cercando di usare, almeno, le stesse parole.

Buoni ortaggi a tutti!

Ricordatevi di stare informati sulle vicende dell’impianto di biogas: https://www.facebook.com/comitatocampagnoli ; e manifestate il vostro dissenso andando a firmare in uno dei tanti banchetti che vengono organizzati sul territorio.

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