Storia dell’11 dicembre 2013

A volte le storie servono a riflettere, vi invito a riflettere su questa, che è la riflessione di un uomo moderno, troppo moderno. È una storia inventata, ma come tutte le storie ha le radici nella realtà. Questa anche il busto. E qualche fronda.

E purtroppo di alberi come questo ve ne sono molti.

Antipodi
Avevo proprio bisogno di una tre giorni di svago.  Devo staccare, devo staccare.  Respira, respira questa bella aria nitida, pungente.  Qui posso riempire bene i polmoni e sentire il mio corpo vivo; le appendici artificiali che sfrecciano sulla neve esaltano questa sensazione come null’altro. Specie oggi, le piste vuote del lunedì sono la cosa che preferisco, mi posso concedere folli velocità e qualche fuori pista calcolato.

Siamo io e la coda degli sci che mi insegue da una parte e dall’altra; la cosa mi fa sentire in una dimensione parallela. Procedendo così, indefinitamente, mai incontrerei l’altro me, chiuso in ufficio con il cervello fumante.
Agli antipodi.

Poi la pista finisce, per forza di cose. Possibile che qui l’aria sia ancora così pura, fresca e autentica?  Giù nella Piana invece è un casino, artificiale; l’aria già compromessa non può accettare il surpluss di una sola scorreggia.

Ecco, ci stai cascando di nuovo, torni a pensare alla ricaduta degli inquinanti, al modello matematico che butta fuori i numeri, dando una dimensione certa e tangibile alla prossima, ennesima, nuovamente ultima scorreggia.

Dai, non facciamoci fumare il cervello anche oggi!

Ora raggiungo i miei sulla pista baby e andiamo a farci un boccone al Fast. Poi porto tutti in albergo così, mentre si fanno l’ultima nuotata, io mi concedo ai sedili in pelle lungo la forestale; dovrò mettere le quattro motrici e andare piano, ma non sarà come andare a passo d’uomo in quel dannato traffico verso l’ufficio: saremo io e la natura, perdio!

Nulla da fare, non ce la faccio.
Quelle frasi continuano a rimbalzarmi nella testa, facendo eco al tramezzino maxi, maxi untuoso, preso al fast food, che invece rimbalza nello stomaco.  Meno male che lo spacciano per biologico. Invece che ascoltare Sara dovrei fare come durante la settimana, mangiare le solite cose pronte, poco impegnative, di plastica, e poi sopperire con multivitaminici e integratori.

“Come facciamo a dimostrare che aggiungendo un punto di emissione non vi sarà un peggioramento della qualità dell’aria? I Bilanci di massa sono bilanci di massa, perdio!”

 “Ragioniamo: se in una stanza ci sono 10 persone che scorreggiano, ad un certo punto ne entra una undicesima e scorreggia anche questa, la puzza aumenta o no?”

“Siete voi tecnici a dovermi trovare la soluzione, vi pago per questo!”

“Tenete in considerazione quanto sottolineato dai funzionari regionali: la stanza in questione è già in una situazione critica, diciamo di saturazione…”

“Me ne fotto della saturazione, voi sapete qual è il mio obiettivo: io voglio fare questo impianto, ne ho bisogno. Se volete emettere una fattura, inventatevi qualche cosa.  Arrivederci a tutti.”

Dei numeri, servono solo dei numeri e qualche bella frase. Una indagine sullo stato di fatto che dica: “l’aria è pulita”; quindi una simulazione di dispersione che evidenzi come gli inquinanti nell’aria rimarranno abbondantemente entro i limiti previsti.

Devo riprendere contatto con lo studio professionale di cui conobbi il titolare a quel corso di modellazione della dispersione degli odori. In quella occasione mi parlò bene di un laboratorio di cui loro si avvalevano nelle condizioni “critiche”. Dovremmo farcela, ho già la mia relazione in testa, compresa la parte del laboratorio, che dovrà unicamente avallarla; mancherà poi la consueta farcitura finale di ecologismo e sostenibilità; magari qualche accenno al risparmio energetico enfatizzando il bilancio dell’anidride carbonica a pareggio. Per questi aspetti metto sotto il mio giovane ingegnere ambientale. A proposito, se riusciamo a portare a casa questo cinquantone credo che il mio co.pro si meriterà un bel presente.  Magari faccio l’up grade del mio smart phone, così quello che ha sei mesi di vita lo regalo a lui.

Mi rivedo trentenne felice dei piccoli successi e riconoscimenti, quelli che aiutano ad infondere fiducia, a crescere. Però a Marzio manca la grinta, quella che avevo io alla sua età; è un peccato perché finirà per fare lo scribacchino di favole a vita. Spiace dirlo, ma siamo agli antipodi.

È proprio favoloso sentire le mie quattro motrici vincere impavide questo muro di neve, se non ricordo male a breve dovrei raggiungere quello spiazzo panoramico, li potrò dare libero sfogo ai 220 cavalli, trasformando la mia scatola metallica in una trottola impazzita …

“Ciao amore, tutto bene oggi con i bambini in piscina? … Sì, la mia gita nel bosco è stata veramente tonificante, per la mente e lo spirito …. Peccato che domani si riprende con il solito tran tran”.

Ho una moglie favolosa, due figli splendidi, una vettura invidiabile, so sciare decisamente bene e indubitabilmente prendere decisioni importanti; e domani andrò in un ufficio di merda ad inventare modi per dire che le scorregge non puzzano … del resto questo week-end allungato sugli sci, chi lo paga?

Buoni ortaggi a tutti!

Ricordatevi di stare informati sulle vicende dell’impianto di biogas: https://www.facebook.com/comitatocampagnoli ; e manifestate il vostro dissenso andando a firmare in uno dei tanti banchetti che vengono organizzati sul territorio.

Lunedì 16 dicembre, h.20.30 presso la sala Romano dai Padri Saveriani, via Piamarta 9 a Brescia
NON MANCATE alla presentazione del libro “Un’economia nuova: dai GAS alla zeta”, a cura del DESBrescia, qui i dettagli.

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