Pezzettone di carta del 18 settembre 2013

Ahimè, oggi tocca a Mister B! e per forza di cose dovrò mantenere la taglia Maxi, insomma Mister B, è sempre Mister B…. stasera leggetevi questo invece di guardare il suo video messaggio !

Se voglio mantenere un minimo di suspence sulla sua identità, devo subito chiarire che non si tratta del decano delle TV private; certo, anche lui è un decano nel suo settore; anche lui usa calzature con un tacco di 3-4 centimetri, ma non gli servono per alzarsi di statura: sono di gomma e li mette per andare nei campi; mentre il primo vorrebbe governare tutto il territorio, ma gli riesce bene soltanto di organizzare dei party, il secondo non vuole governare nulla e gli riesce molto bene di entrare in sintonia con i 14 ettari di terreno che coltiva con il metodo biologico; insomma, tra i due c’è un abisso sulla scala geografica come su quella della notorietà, ma, soprattutto, sul metro dell’etica.

Noi preferendo di gran lunga quella del Mister B nostrano, vi racconteremo la sua di storia.

Nasce a Desenzano del Garda nel settembre del 1961, dove risiede tutt’ora. Respira l’aria della campagna sin dalla fanciullezza, infatti il padre e lo zio sono dei mezzadri e lavoravano i campi con la sapienza degli antichi: rotazione, concimazione naturale, trazione animale. Mister B ricorda ancora lo zio condurre il cavallo nel traino degli attrezzi, mentre il padre desisteva da una attività, la mezzadria, che oramai iniziava a divenire anacronistica, e si dava al trasporto.
Ma in famiglia un po’ di terra c’era e quindi Mister B decide di avviarsi agli studi nel settore, frequentando i primi tre anni del Pastori di Brescia (Ist. Tecnico Agrario ndr).
La distrazione dovuta ai molti lavori che gli capita di fare nel frattempo, lo indurranno a non proseguire con gli studi. Tra questi lavori, prevalentemente legati alla terra, come bracciante, il nostro Mister B arriva ai vent’anni.
È infatti il 1982 l’anno delle prime grandi decisioni.

La prima, quella di non spargere più veleni sulla terra, la comunica al datore di lavoro dell’epoca, in una azienda agricola in Solferino, dopo una giornata trascorsa ad utilizzare un disseccante sotto delle serre: “Se pensi di chiedermi ancora di usare questa roba qui, dimmelo prima che mi licenzio”. Un classico esempio di obiezione di coscienza, infatti Mister B continuerà per quasi altri 5 anni a fare il bracciante obiettore, e saltuariamente il manovale, prima di fare il grande passo.
Ma andiamo con ordine.

La seconda decisione importante presa nell’anno dell’Italia campione del mondo, fu quella di avviare una micro produzione di ortaggi. Immaginatevi una giovane copia, Mister B e Elda, che iniziano a fare progetti e a sognare un futuro assieme basato su un lavoro dignitoso, pulito e rispettoso della natura. Non sono da soli quando decidono di tirare fuori 10.000 lire a testa e andare a Brescia a comperare delle sementi. Con loro due cari amici con cui costituiscono una cooperativa di fatto, senza pezzi di carta.
Di fatto iniziano a coltivare ortaggi in un pezzetto di 300 metri quadri attorno alla casa di famiglia. La loro piccola produzione è assorbita nei primi anni da una bottega ortofrutticola di Castiglione delle Stiviere. Trascorrono quindi 5 anni di incubazione, nei quali sperimentano e imparano a piccoli passi il lavoro dell’agricoltore biologico, ciascuno continuando ad avere un proprio “primo” lavoro.

Immaginatevi questa giovane copia, sposi nel 1986, che cerca di dare forma ai propri sogni viaggiando per conoscere ed imparare. Visitano varie aziende agricole biologiche, in Toscana, in Germania, in Inghilterra. Molto devono, per quelle che saranno le successive decisioni, alla conoscenza di una azienda agricola trevisana, che visitano nell’aprile del 1986, quella di Brino Attilio, a Susegana. Al ritorno da quella esperienza si auto – costruiscono la prima serra. Il ricordo delle decine di amici accorsi per aiutarli (erano in una trentina), è ancora molto vivo e bello.

All’inizio del 1987 nasce la azienda agricola che oltre al suo, porta il nome della moglie, Ghizzoni Elda.

L’orto diventa di un ettaro e bisogna affrontare seriamente il problema della vendita. Mister B ha la fortuna di avere una barba molto simile ad un amico, orticoltore convenzionale, che ha un banco al mercato di Brescia; in questo modo gli basta mostrare il tesserino dell’altro per accedere e iniziare a vendere. Poi c’è il problema della differenziazione dei prodotti biologici; la prima soluzione, al mercato di Brescia, è quella di non farlo sapere a nessuno, non si sa mai. La seconda soluzione è del 1988: Mister B, assieme al Cammino di Bedizzole ed altre piccole realtà biologiche bresciane (erano 5-6 aziende in tutto) fondano la Associazione Bresciana per l’Agricoltura Biologica e Biodinamica LA BUONA TERRA, che dopo 9 anni cambierà leggermente nome, assumendo carattere regionale.

Mister B ricorda che all’inizio non avevano molto il senso della misura, così nella tarda primavera del 1987 si trovano a dover piazzare 10 quintali di pisello e in quattro e quattr’otto sono con la merce sul furgone diretti a Milano, destinazione un magazzino della neonata cooperativa ECOR. La data è rimasta nella memoria per il traffico trovato al rientro, con il cuore leggero per l’affare concluso (incassate 2.300 £/Kg!): era il 23 maggio 1987 e il Milan vinceva lo spareggio per la UEFA, l’unico episodio in cui le vite dei due Mister B hanno in qualche modo interferito tra loro.

Qui i ricordi si accavallano, sarebbero tanti da raccontare e un po’ sfocati nella memoria: le riunioni con la cooperativa il Seme e il Frutto di Brescia, l’inizio dei rapporti con la Cooperativa Primavera nel 1989; alcune vendite dirette con botteghe tedesche, grazie ai contatti con una azienda agricola altoatesina; i rapporti con la EOS e il Quadrifoglio, cooperative del biologico che ora non ci sono più; i rapporti con Fabio Brescacin, oggi presidente di EcorNaturaSì, del quale Mister B conserva un buon ricordo, perché lo ha “sempre pagato il giusto”.

La moglie Elda insegnerà per 10 anni prima di dedicarsi definitivamente all’azienda che condivide con mister B.

Nel tempo il terreno gestito è divenuto di circa 14 ettari, spalmato tra i comuni di Desenzano del Garda, Lonato e Solferino, di cui circa la metà di proprietà; gli ettari ad ortofrutta sono 7 (immaginate l’impegno che richiedono!). Mister B. coltiva di tutto e la cosa che preferisce è la semina a spaglio, perché gli piace vedere come si comporta la natura quando si riducono al minimo i vincoli che gli imponi.

E la natura, è sempre riuscita a sorprenderlo.

Dopo avere visto in una bottega una cassetta di patate, che ha riconosciuto essere sua, con sopra il cartello 3.300 £ e per le quali ne aveva incassate 600, Mister B nel 1995 decide di avviare la vendita diretta in azienda. Gli ci sono voluti quasi 5 anni perché il passaparola e un solo giorno di apertura settimanale, gli consentissero di arrivare ad un volume soddisfacente di vendita con questa modalità. Oggi in azienda fa il 40% delle vendite, un 35% con i grossisti storici con cui collabora, un 20% è scambio con colleghi del territorio e il restante 5% con la PDO del basso Garda.

Nel ’93 è arrivato Paolo, il quale ha letteralmente respirato l’agricoltura biologica sin dalla tenera età. Il ragazzo sta seguendo con entusiasmo e volontà le orme del padre e della madre; dal 2012, dopo il diploma in agraria, è a tempo pieno nei campi. Mentre in passato, nei periodi di punta, erano convocati nei campi i parenti, in una sorta di conduzione famigliare allargata, oggi alla conduzione famigliare pura si è affiancata la collaborazione di un avventizio di nazionalità indiana, Amman.

Il tema del viaggio è un filo conduttore sempre presente nei ricordi di Mister B. e di Elda che non vi hanno mai rinunciato, a bordo del furgone dell’azienda improvvisato camper. Pensate che un anno si sono ritrovati in Provenza ad aiutare un contadino nella raccolta delle patate…

Alla domanda sui progetti per il futuro la copia risponde all’unisono: “Camper” e io aggiungo, ricevendo il loro assenso: “on the road again!

Ma tra le pieghe della mente di Mister B, oltre al passaggio di consegne generazionale che, a detta sua, dovrebbe richiedere almeno 5-6 anni (!) alberga anche un recondito desiderio di fare il malgaro …. staremo a vedere!

Ve la ricordate quella azienda al cui titolare Mister B, in sintonia con la propria coscienza, aveva chiesto di essere esonerato da alcune mansioni? Oggi è una azienda in conversione al biologico …è proprio vero che ciascuno ha i suoi tempi!

Chiedo pubblicamente scusa a Fiorenzo Bonatti per l’accostamento iniziale all’altro Mister B, che voleva essere solo la continuazione del gioco che mi avete concesso di fare in queste settimane…e che continueremo a fare nelle prossime!

Buona Festa GASsata a tutti!

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