Pezzo di carta del 4 settembre 2013

Un diploma in tasca da tecnico elettronico, un tentativo di proseguire gli studi in giurisprudenza, ma la voglia di cambiare paese ha prevalso.
Stiamo parlando, ovviamente, di Mister U., la cui storia, per la verità, è poco nota ai più.
Ma qui proviamo a porvi rimedio …
Era il 2002 e aveva 22 anni quando è arrivato in Italia, gliene sono serviti quasi sei per capire che un lavoro in spazi ristretti non faceva per lui. È transitato infatti per una cucina (aiuto cuoco per 2 anni) e per una fabbrica (magazziniere per 4 anni) e poi ha cominciato a mancargli l’aria.
Avverte una sorta di richiamo, infatti la sua, in Romania, era una famiglia di agricoltori; prende così a frequentare alcuni corsi alla Scuola Agraria di Monza, sulla applicazione del metodo biologico nei giardini ornamentali; in tal modo si brucia tutte le ferie e anche buona parte dei risparmi. Nel frattempo inizia a bazzicare un GAS in Francia Corta e si trova a riflettere sul fatto che gli ortaggi qui arrivano con Bio-Express dal Trentino.

Così Gheorghe Urda si mette in testa di farli lui, gli ortaggi per i bresciani. Nell’agosto del 2008 abbandona il lavoro sicuro in fabbrica ed inizia a tempo pieno a cercare un terreno in cui avviare la sua attività di agricoltura biologica. Pensa di averlo trovato a Rodengo, in collina, ed è quasi pronto a concludere quando accidentalmente conosce Alberto, del Cammino di Bedizzole. Questi, oltre a dissuaderlo dalle sue intenzioni a Rodengo, a motivo del posto ritenuto non adatto per fare ortaggi, lo mette in contatto con l’azienda agricola Pratello di Padenghe. Il nostro Gheorghe non ha praticamente nulla se non una grande voglia di fare e i titolari del Pratello, riconoscendola, gli concedono di lavorare mezzo ettaro di terreno, con una forma di mezzadria.
Siamo all’inizio del 2009 e a Gheorghe non sembra vero di poter iniziare a piantare qualche ortaggio. Sono mesi duri ma alla fine della primavera riesce a presentarsi con qualche mazzetto di rapanelli agli ex colleghi di lavoro di Nave e l’intenzione della vendita si tramuta in un dono.
La prima consegna al GAS di Rodengo ammonta a 12 € ma innesca un passaparola che entro l’anno lo porta a servire 5 GAS nei dintorni di Brescia. Nel frattempo riesce ad avere uno spazio al mercato contadino di Lonato del Garda, ma la soddisfazione maggiore ce l’ha con la vendita diretta in campo, avviata in modo improvvisato ma che gli consente di sostenere i costi. Per il 2010 al Pratello gli concedono, con lo stesso accordo di spartizione dei prodotti, un ulteriore ettaro di terreno.

Ma Gheorghe non è soddisfatto, in definitiva è un puro prestatore d’opera. Vorrebbe invece formalizzare un contratto di affitto, ma deve passare un altro anno affinché anche questo suo desiderio si concretizzi, e ciò non accade al Pratello.

La sua azienda, Orti del Lago, nasce nel febbraio del 2011. L’affittuario dei tre ettari è un certo Tosoni Sergio, dell’Azienda Agricola la Venzaga di Castelvenzago di Lonato, conosciuto da Gheorghe, sempre accidentalmente, circa un anno prima alla Fiera Padenghe Verde, in occasione di un incontro organizzato dal GAS A. Langher di Lonato. Il terreno è già certificato biologico per cui l’iter della certificazione per gli Orti del Lago è rapido. Sergio lo aiuta a trovare anche una cascina in affitto proprio accanto al terreno.

Già nel 2010 il fratello Ionel e la sua consorte, sebbene entrambe occupati, gli davano una mano al Pratello, nei ritagli di tempo. Poi quando è stato il momento di fare il passaggio decisivo, la creazione dell’azienda agricola, Gheorghe ha chiesto loro di fare il percorso assieme. Ai due l’idea è piaciuta molto ed infatti oggi collaborano a tempo pieno agli Orti del Lago. Ionel e sua moglie sono prevalentemente impegnati nei campi, nella raccolta e preparazione per la vendita, Gheorghe, oltre che di queste due attività, si occupa dei mercati e dei rapporti con i GAS. L’unico mercato frequentato in modo fisso dagli Orti del Lago è oggi quello di Toscolano Maderno, dal quale l’azienda ricava circa il 35% del proprio fatturato. La vendita diretta ai GAS storici, la molla con cui Gheorghe ha iniziato la propria attività, rappresenta un 40%. Il rimanente volume di vendite è fatto per un 15% dalla cessione a colleghi agricoltori e per il 10% dalla PDO del basso Garda.

I prodotti cui Gheorghe è molto legato sono le cipolle e i cavoli. Ama sperimentare la messa a dimora nel basso Garda di varietà particolari della tradizione: la fiaschetta di Firenze, la rossa senese o la rossa di Zerli (Liguria), in tema di cipolle; per quanto riguarda i cavoli, il famoso Navone o quello giallo dei ronchi, del quale sta proprio ora provando a recuperare la semente.
Ciascuna di queste sperimentazioni ha dietro una piccola storia che meriterebbe di essere raccontata, lo faremo prima o poi.

Questa invece ve la dico subito: per i peperoni rossi che avete gustato nelle scorse settimane, Gheorghe si è cresciuto le piantine da un sacchetto di sementi spedito dalla Romania dalla madre …

Buoni ortaggi a tutti!

PS: a breve il programma della Festa GASsata 2013 … stay with us!

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