pezzo di carta del 17 luglio

Oh, appena tornati dalle vacanze, subito: “ma bravo il nostro Pezzo di Carta, che sa anche improvvisare!

Ora, però, mi dicono di scrivere che oltre all’acqua Vera c’erano anche altri marchi; inoltre sull’isola c’erano delle fonti di acqua potabile, bastava fare una quindicina di Km e andare a riempire le bottiglie di recupero per approvvigionarsene…
Insomma, un modo di giustificare “le piccole incoerenze” bene o male lo si trova….

Ma bando alle ciance e veniamo al sodo. Vi ricordate il Festival dell’Agricultura? Vi ricordate dell’Open Space organizzato dalla Associazione verso il DES basso Garda a Villa Brunati? NO? …Beh, è comprensibile, visto che sono passati oramai 3 mesi e non ne abbiamo più parlato. Ad ogni buon conto mi dicono di farne qui un rapido resoconto.

Gruppi di lavoro sui seguenti temi: ORTI COMUNI, CRITICITÀ NEI CONSUMI E NEI COMPORTAMENTI, CIMITERO ECOSOSTENIBILE, FILIERA CORTA DEL PANE, SPRECO ALIMENTARE, RACCOLTA E SCAMBIO MATERIALE USATO. I gruppi erano costituiti in media da 4 persone e hanno discusso i propri temi seguendo un metodo tracciato: individuare le motivazioni, gli spazi, i soggetti, i tempi, i contenuti, e le modalità di coinvolgimento. Non mi consentono di dilungarmi troppo, ma qui trovate un resoconto più dettagliato, mentre nel seguito riporto unicamente alcuni spunti che hanno accomunato un po’ tutti i gruppi.

Molto sentita la necessità di relazionarsi con le amministrazioni pubbliche (“istituzionalizzazione” delle iniziative e dei progetti);
apertura delle iniziative alla cittadinanza (e qui entra in gioco la capacità di attrarre….); necessità di regolamentazione e condivisione delle varie fasi, dal progetto alla realizzazione; momenti di convivialità.

Da pezzo di carta mi viene in mente solo un quesito: ma chi le fa tutte queste cose?

Insomma, si ritorna al tema della partecipazione; ma non solo, anche ai temi dell’impegno, del volontariato, della creazione di lavoro….

Qualcuno di noi direbbe “bisogna immaginare i progetti con spirito di imprenditorialità: devono essere sostenibili sotto tutti i punti di vista”.

Qualcun altro direbbe “per fare queste cose è necessario sporcarsi le mani ed essere pronti a rinunciare a qualche cosa”.

Altri ancora direbbero “bisogna avere il coraggio di saltare la barricata, e diventare protagonisti della loro attuazione”.

Una cosa mi pare accomuni i portatori di questi pensieri: una certa insofferenza verso il personale stato delle cose. Una situazione lavorativa insoddisfacente, macchiata da compromessi troppo insostenibili, che necessitano di un contrappasso o, banalmente, il desiderio di dare un minimo di soddisfazione ad un ego fagocitato dall’economia di mercato. Ma attenzione, anche a Monopoli ce lo siamo chiesti: come creare “imprese” solidali?

La risposta credo sia in tutti i corsivi sopra riportati, e probabilmente in altri, ad esempio quelli che potrete scrivere commentando questo post.

Buoni ortaggi a tutti!

PS: questa sera (17/07) alle 20.30 al Bar baraonda di Soiano, alcuni gasisti di Polpenazze incontrano un funzionario di Trenta SpA per capire come aderire alla convenzione Co-Energia-Trenta, per la fornitura di energia elettrica 100% rinnovabile e solidale.

L’esperienza potrebbe essere replicata presso altri GAS del basso Garda, fatevi avanti con le richieste!

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