Pezzo di carta del 12 giugno

Piccola Distribuzione Organizzata del basso Garda – Pezzo di carta 12 Giugno 2013

Questa settimana voglio essere un po’ più leggero del solito, parlare del tempo, dello spazio, della famiglia, delle idee. Dipendesse da me decidere gli argomenti ….

Tempo: è bastato qualche pomeriggio di sole e le zucchine sono entrate in produzione, di colpo, quasi a regime, e come se non bastasse Brescia ha maturato un sindaco del centrosinistra…. che tempi!

Spazio: se provate a passeggiare nei nostri luoghi vi capiterà senz’altro di vedere in questi giorni i gelsi ricolmi di frutti, raccoglieteli e fatene macedonie o marmellate o fateli fermentare per poi farne una grappa; per dirla tutta, prendetevi degli spazi di Autoproduzione!

Famiglia: w la scuola che è finita, anche se, per i genitori, non cambia praticamente nulla; insomma passare al contratto con Trenta SpA è facile, veloce, conveniente, unisce e allarga la famiglia, perché FA MASSA CRITICA: insomma ora che è finita la scuola, fatelo! … così almeno cambia qualche cosa …

Idee: si diceva una volta: “tante teste tante idee”, ma credo che i tempi siano cambiati, tutte queste idee non ci hanno messo in una bella situazione; meglio tante teste e una idea.  O forse, ancora meglio: tante teste e tanta creatività. Abbiamo bisogno di creatività per portare avanti questa idea, quella dell’economia solidale….

Ci siamo, quest’anno sarà il tredicesimo, parlo dello Sbarco. Mancano una paio di settimane all’appuntamento annuale dei GAS e dei DES, che quest’anno si terrà in Puglia, dal 28 al 30 giugno prossimi. Il tema di quest’anno è un tema scottante, diciamo pure una vera sfida. “Nuove imprese per GAS e DES”, ovvero come creare imprese economicamente stabili nell’Economia Solidale? C’è chi pensa che la sfida delle imprese dell’Economia Solidale sia quella di inserirsi in modo sostenibile nel tessuto economico convenzionale. Questo è senz’altro vero, quanto è vero che è impensabile estraniarsi dal confronto con l’economia di mercato. Altri sostengono che questa sia una necessità puramente transitoria: tiriamo la cinghia e teniamo duro; le imprese solidali, seppure in affanno, l’avranno vinta con il progressivo affermarsi del nuovo modello.

Nell’economia che immaginiamo la scala dei valori non è confrontabile con quella convenzionale, non ci sono costi esternalizzati a danno dell’ambiente, delle risorse, della salute, della dignità: l’unica esternalità è quella delle relazioni. Scorporando dai costi di produzione quello della solidarietà, che non ha valore monetario, forse la sfida della transizione potrà essere vinta.

Non mi resta che augurare buoni ortaggi a tutti !

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