Monopolio radicale

Il concetto di monopolio radicale veniva lucidamente espresso da Ivan Illich, nel lontano 1973, nel suo saggio sulla Convivialità. Gli uomini possiedono la innata capacità di curare, spostarsi, apprendere, costruirsi una casa, seppellire i propri defunti, prendersi cura dell’ambiente circostante, riprodurre le sementi per mantenere la biodiversità.

Queste innate capacità dell’uomo sono state gradualmente sostituite dai monopoli radicali nell’ultimo secolo di storia. Quando il sistema costringe l’uomo a dei bisogni forzati, senza lasciare possibilità di scelta, allora si instaura questo tipo di monopolio. Si pensi al sistema della medicina convenzionale, a quello dei trasporti, al sistema dell’istruzione. Oggi per costruirsi una casa occorre forzatamente appoggiarsi alle professioni specializzate, per seppellire un proprio caro occorre forzatamente passare per una società di onoranze funebri. Non c’è scelta. Eppure nel passato l’uomo si è sempre costruito le case autonomamente, e ha sempre seppellito i propri defunti.

Il meccanismo si ripete in modo sistematico, invasivo e pervasivo. Si pensi a come è stato annientato il lavoro contadino (consigliata la lettura di “Il ritorno dei contadini” – Silvia Perez-Vitoria), a favore di una agricoltura industriale nella quale chi coltiva la terra è forzatamente portato ad avere una certa produttività per garantirsi un reddito; produttività che può essere raggiunta solo con forte apporto di energia fossile sotto forma di macchine, di chimica e di sementi opportunamente modificate.

Sarà vero o meno che le derrate OGM possano essere dannose per la salute?

Non è questo il punto cruciale, sebbene meriti importanti approfondimenti. Il fatto significativo è che le sementi geneticamente modificate rappresentano l’ultimo tassello per la composizione del quadro, quello del monopolio radicale nel settore agricolo.

Il tempo delle semine si avvicina e torna a trapelare la notizia, passata in sordina lo scorso autunno, che i 52.000 sacchi di sementi di mais MON 810, stoccate in vari magazzini di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Friuli, sono pronte per essere gratuitamente distribuite ai coltivatori che ne faranno richiesta. Si tratta della semente OGM iscritta al catalogo varietale europeo, seminabile in Europa e anche in Italia, dopo che la corte di giustizia europea, lo scorso settembre, ha sancito il “divieto di vietarne l’uso”.

Insomma, il metodo è quello dello spacciatore, che le prime pasticche te le regala, finché non entri nel tunnel. Lo sballo della produttività facile ti rende cieco agli effetti collaterali. E in più ti fanno credere di esercitare in questo modo una tua libertà di scelta! (per “sentire l’altra campana” http://www.movimentolibertario.com/2012/09/6928/#)

Qui è necessario dissentire a gran voce. E la Associazione verso il DES del basso Garda intende farlo.

Aborriamo l’immagine di agricoltori costretti a tendere la mano per elemosinare dal monopolista la propria dose di sementi OGM, e dei prodotti chimici accessori che si renderanno improvvisamente necessari per garantirne la crescita. Noi siamo per il libero scambio delle sementi, quelle selezionate sui territori, non quelle prodotte in laboratorio.  Non vogliamo che grandi estensioni di monocolture OGM costringano le coltivazioni limitrofe a strani ed indesiderati incroci.

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